martedì 16 maggio 2017

La Grande Scommessa

GENERE: Drammatico

ANNO: 2015

DURATA: 130 min

REGIA: Adam McKay

ATTORI: Steve CarellChristian BaleRyan GoslingBrad PittMelissa LeoFinn WittrockHamish LinklaterJohn MagaroMarisa TomeiRafe Spall

Netflix gratis per un mese e una bella scelta di film da gustare sul malandato divano giallo, marito a carico. Voi cosa avreste scelto?
Io mi sono affidata a un cast di un certo livello, leggero ma d'esperienza - robetta del tipo Christian Bale (candidato all'oscar qualche anno fa come miglior attore non protagonista) e Ryan Gosling, per dirne due - e alla frase che da sempre mi incuriosisce: tratto da una storia vera.
La Grande Scommessa - tratto dal libro "The Big Short" che vuol dire letteralmente "il grande scoperto" - racconta infatti uno spaccato della crisi immobiliare americana del 2008 e di un gruppo di uomini d'affari che, ognuno a modo suo, l'aveva prevista già nel 2005 e ha deciso di guadagnarci su, scommettendo contro i titoli immobiliari in borsa che facevano parte della "bolla".
McKay prova infatti a raccontare in due ore com'è possibile
che fino al 2008 le banche potessero prestare soldi a chiunque volesse comprare una casa, anche senza nessuna garanzia di riavere quei soldi indietro ogni fine mese. La risposta è nel valore in borsa di quei soldi prestati. Non proverò a farvi capire meglio, fatevelo spiegare da Margot Robbie nella vasca da bagno che almeno ci guadagnate la vista della Robbie, io vi parlo solo del film.


Lo ammetto, col senno di poi era evidente che non sarebbe stato molto nelle mie corde: sigle di borsa e immobiliari e un cast un po' troppo ricco. Ho capito da un po' che i cast troppo pieni di attori di livello di solito si rivelano una noia mortale, ma mi lascio ingannare ogni volta.
Comunque, mi sono lasciata convincere e ho premuto play. 
In dieci minuti mi sono ritrovata a saltare tra quattro film diversi, senza capirci niente di nessuno: i vari attori stellari di cui sopra hanno infatti tutti storie diverse, legate insieme solo dall'aver scommesso contro il mercato immobiliare solido. Vi basta pensare che gli attori delle diverse storie non si incontreranno mai per tutto il film. 
Abbiamo quindi:
1) il genio per eccellenza, eccentrico e sregolato, a capo di una specie di impero finanziario, che fa cose strane e imprevedibili senza mai uscire dal suo ufficio per tutte le 2 ore di film, battendo ogni tanto al computer e rispondendo al telefono con aria nevrotica
2) un arrampicatore sociale del settore, che viene a sapere che il genio ha fatto una cosa strana come scommettere - che bisogna interpretarlo in senso letterale, perchè i protagonisti vanno in banca e depositano dei soldi che riprenderanno quadruplicati solo se il mercato immobiliare fa la brutta fine che hanno immaginato, altrimenti perdono tutto - contro alcuni titoli in borsa e va a svendere questa idea ad un altro gruppo di investitori, quelli che dovrebbero rappresentare il punto di vista etico (?) della faccenda
3) il capo di questo gruppo di investitori, il cavaliere in borsa con una morale solida, che passa tutto il film a indignarsi per la truffa ai danni dei cittadini, ma intanto scommette sulla rovina di milioni di individui
4) due giovanissimi amici che hanno un progetto imprenditoriale valido ma non hanno i soldi per metterlo in pratica, così affidano i loro risparmi a un vicino di casa ex-agente immobiliare che li guida in questa giungla di nonsense. 

Quindi io non solo dovevo sforzarmi di seguire una trama piena zeppa di roba del genere CDO e AAA e Sub-prime e altre simili - che ci vengono spiegate da Margot Robbie in una vasca da bagno, Selena Gomez al tavolo da gioco e altri, che non hanno nulla a che fare con la storia e sono volutamente piazzati lì a caso, completamente decontestualizzati, per spiegare le sigle con degli esempi che... boh... forse ai maschietti può passare perchè Margot Robbie che fa il bagno ha sempre il suo perchè, ma a me personalmente non ha dato niente se non altra confusione - ma dovevo pure orientarmi nei continui cambi di storie e luoghi e personaggi.
A onor del vero, però, bisogna dire che il mio sforzo era inutile in partenza: il concetto immobiliare era uno solo, riesci a capirlo a metà del film più o meno e tutto il resto sono inutili discorsi e monologhi, solo vagamente moralistici.

Tutto il film, insomma, mi è sembrata un'accozzaglia di discorsi pieni di parole e sigle a effetto per allungare a due ore un film che poteva durare tranquillamente 80 minuti, ricalcando a mani basse lo stile di "Wolf of Wall Street" (che pure, flagellatemi, non mi era piaciuto particolarmente) con la voce fuori campo, i lunghi monologhi, le scene fuori-storia per spiegare i punti più complessi del discorso finanziario. In più però, rispetto a WoWW è molto più frammentato, veramente troppo. Si fa fatica a trovare una storia da seguire, ad appassionarsi a uno qualsiasi dei personaggi. 
La scoperta della possibilità di fare soldi, per farvi capire, c'è nella prima mezz'ora, poi è tutto un aspettare che il mercato fallisca davvero, cosa che fa negli ultimi dieci minuti circa. Per oltre un'ora, cioè, i nostri protagonisti non fanno nulla che riguarda la trama perchè effettivamente non possono fare niente. Dopo aver piazzato la scommessa, devi aspettare che la partita si giochi e l'arbitro annunci il risultato, per dire. Nel loro caso, la partita è durata tre anni. Che palle.

Lo so che sembra un po' ridicolo, io che ogni volta demolisco un filmone super-apprezzato dalla critica, però che volete farci, io sono una spettatrice vecchio stile, che si aspetta UNA trama, qualche colpo di scena qua e là, una morale sottintesa e non spiegatami dallo chef mentre cucina per la folla del sabato. Datemi pure della sempliciotta, molto probabilmente lo sono, ma a me non basta il bel faccino di Gosling per appassionarmi a un mappazzone di due ore che parla per metà con sigle incomprensibili, nonostante la Robbie.
Di buono c'è ovviamente la regia, la recitazione, tutta la parte tecnica, in pratica, su cui non c'è assolutamente nulla da dire, tutto perfetto, e il tentativo di un tema serio e diverso. Avrei però preferito un'inchiesta sulla truffa ai cittadini invece che le cronache degli arrivisti, qualcosa più in stile Spotlight che WoWW.

A.

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